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Stile eterogeneo e consapevole.
L’ep I Capelli Raccolti Di Annes (2009) è una manciata in pillole di belle Canzoni, una landa di idee chiare e ben congeniate: ci trasporta nell’universo dei siracusani Froben all’insegna di un’amalgama in un acqua cheta piano rock fortemente cangiante, sapore di ballad, post rock, iniziazione al noise. Un mealting che richiama, almeno sul piano musicale fascinazioni più disparate, dai Coldplay old style dei crepuscoli di Yellow in creolo con Radiohead al secolo di Ok Computer, il Cristiano Godano più denso nonché un gusto ad un sempre più apprezzato Paolo Benvegnù, di cui sono stati anche band supporter. Il gusto testuale è tutto da scoprire,un solco personale da cantautorato fluido: semplici ma efficaci in uno stile pieno di carattere e stilizzato in un suono puro senza estetismi di contorno,tutta sostanza, ora romantico con I Capelli Raccolti Di Annes, brano che tra l’altro vede la partecipazione del bravo VeiveCura, più ampli: la radiofonica Perdo Sangue orgogliosamente indie e granitica sulla scia di La Tua Idea, in quel mood alla Benvegnù con quel tono d’originalità in più che da anche consistenza ad un drum and bass dal retrogusto melanconico che, con la sua meditata visual- elettroacustica, giunge alla creazione di un effetto post rock cristallino. Un sound pulito che in tutte le chiavi interpretative di questo mini album con molto su cui riflettere gustosamente, districa orizzonti
Ottima meta musicale,conscia di un lavoro ben fatto, un piccolo scrigno, talvolta art rock, di una sound poliglotta, avvolto in una chimica nuova di abbinamenti dal sapore un po’ nordico,un po’ internazional-iperboreo, tanto personale.
Avanti così Froben! E tra gli ascoltatori d’eccezione, anche la “cantantessa” Carmen Consoli, che li ha voluti in un sodalizio con l’etichetta Due Punti Records…
TRACKLIST
I Capelli Raccolti Di Annes
Perdo Sangue
La Tua Idea
In Silenzio
I FROBEN SONO
Stefano Ali' (voce - chitarre),
Andrea Ali' (basso,sintetizzatore,rumori)
Valerio Vittoria (chitarra)
Francesco Vittoria (chitarra)
Roberto Cappellani (drums)
INTERVISTA ( con Stefano Alì)

1.Partiamo dalla ricerca del vostro sound, in studio il piano rock è quasi sempre in primo piano, elemento, quello del pianoforte che nei vostri live sostituite da un mood acustico di chitarre. Come si reinventano i Froben in queste due anime sonore?
La risposta e' semplice,pur amando alla follia il suono e il ruolo del piano all'interno del nostro progetto,non abbiamo un pianista nella band..veniamo aiutati da un nostro amico Salvo Minnella sound engineer nello studio in cui registriamo e cantante dei Posh,altra realtà siracusana,mentre Davide Iacono in arte veiveCura altro amico e artista modicano ha creato e suonato la linea di piano in "i capelli raccolti di annes".Per quanto riguarda i live..cerchiamo come hai ben detto di ricreare il tutto aggiungendo linee di chitarre elettriche ed acustiche,cercando di far sentire il meno possibile la mancanza di un pianoforte..(almeno ci proviamo..).
2. Coldplay, Radiohead, Marlene Kuntz, nella filigrana della vostra musica traspaiono queste e altre influenze rock – alternative, una fascinazione in cui anche Paolo Benvegnù ha un forte ruolo e nella vostra biografia si scopriamo che siete stati anche supporter di questo cantautore, come è stata questa esperienza?
Amiamo le band che hai citato e' inutile negarlo...anche se per quanto mi riguarda il mio modo di scrivere e creare e' ben lontano da queste realtà ma piuttosto vicino ad uno stile più italiano e cantautorale.Ecco Benvegnu' e' più sulle mie corde..(prendendo le giuste distanze..eheh),abbiamo aperto diversi suoi concerti in Sicilia e devo dire che oltre ad essere una splendida persona attualmente in Italia e' uno dei più grandi.Comunque… si,e' stata un’ esperienza stimolante
3.Siracusa come Catania è sempre stato un denso laboratorio musicale, non vi manca l’esperienza dell’esportazione tra Sanremo Rock e i Tim Tour. Come si sono evoluti musicalmente i Froben con il loro bagaglio di esperienze fuori dalla Sicilia?
Sanremo rock e il Tim-tour sono state delle ottime esperienze senza alcun dubbio...anche se in pratica per una band servono a ben poco;voglio dire..sono delle manifestazioni create per far passare un certo tipo di musica e soprattutto determinate band già consapevoli a mio parere di salire sul podio...e poi e' successo tanto tempo fa'. Attualmente la Sicilia ed in particolare Siracusa pur essendo ottimi laboratori musicali offrono quasi niente; e' la solita storia,ottime band che non trovano spazio per affermarsi..mancano strutture e delle vere etichette per emergere. Si...si riesce a suonare,ma purtroppo finisce tutto lì. Bisognerebbe oltrepassare lo stretto..ed e' quello che stiamo cercando di fare noi insieme a Carmelo Amenta altra valida realtà tutta siracusana.
4.E ritornando in “Trinacria”, non si può non citare la vostra collaborazione con la Due Parole Records ,etichetta indipendente fondata da Carmen Consoli e Maurizio Nicotra, un label sperimentale che di solito è legato in modo particolare alla musica folk, genere che si distacca dalla vostra ricerca…
La collaborazione con la Due Parole records e' stata molto eccitante,lavorare con Carmen e Maurizio ci ha reso più maturi dal punto di vista professionale..si lavorava bene..e' solo che col tempo il modo differente di vedere la musica ci ha allontanati..restano comunque degli ottimi ricordi.
5.Nel vostro ep omonimo, il brano dal risvolto post rock I Capelli Raccolti Di Annes è frutto di una featuring con VeiveCura. Un nuovo tragitto artistico, come è nata questa ricerca?
"I capelli raccolti di annes" e' nata da una linea melodica di piano eseguito e creato da Davide Iacono "veiveCura"...ci ha talmente conquistati che in poche ore ho scritto il testo,ed il giorno dopo e' venuto fuori l'arrangiamento. Tutto molto istintivo,una magica e bella collaborazione.
6.E dopo questo slancio, è già in porto l’idea di un full lengh o di nuovi progetti futuri?
Progetti futuri...cercare un etichetta che ci sostenga, suonare parecchio in giro,speriamo anche fuori dalla nostra amata terra e soprattutto creare contatti umani e musicali..secondo noi quello che veramente conta.
LINK
http://www.rockit.it/froben

I Vidra tirano le somme della loro metamorfosi.
C’era una volta un ep, con quel nome scritto a pennarello. C’era il lungomare di Salerno e la mia intervista al duo: Giga e Frencio. Eravamo “scarti di anime perse in una quadriglia”, giusto per citare un loro verso. Tempo è passato, era il 2007, il loro sound fluttuava tra il synth-pop anni 80 di Battiato e l’indierock dei Baustelle.
Ora arriva “Conti Su Conti”, una rivisitazione del vecchio ep con una tracklist più compatta, 4 dei vecchi brani e un inedito, John Ford. Il risultato? Suono più maturo , più articolato e un’aura che ormai è un marchio di fabbrica.
L’esigenza del restyling è nata dalla voglia di dare alle nostre canzoni un sound più professionale. L’EP precedente era solo un esperimento casalingo: il materiale era interessante, ma non avevamo né i mezzi tecnici né la giusta esperienza per aspirare ad una resa efficace. – dice Frencio - Dopo 3 anni di lavoro, abbiamo deciso di rimaneggiarlo, scegliendo solo le canzoni in Italiano. L’intento era quello di valorizzare la scrittura di Giga, ma soprattutto di canalizzare le idee. Dopo un primo EP dispersivo, pieno di suggestioni sonore e riferimenti linguistici, volevamo apparire con uno stile definito e riconoscibile. “Conti su Conti” ci è servito a trovare un’identità.
La crescita è stata notevole e il merito va attribuito ad Alessandro Farace, giovane sound designer che ha curato la pre-produzione di “Conti su Conti”. Abbiamo scritto gli arrangiamenti a quattro mani, con una ricostruzione minuziosa del sound new-wave anni 80. Alessandro ha seguito personalmente anche il mixaggio del disco insieme a Fabio Calluori (fonico e chitarrista dei Nude).
Abbiamo tirato fuori un prodotto all’italiana: voce in primo piano, tutto il resto sullo sfondo.
Ci interessava valorizzare parole e melodia.
E’ un progetto musicale che in fatto di orecchiabilità non ci delude. Ed è sempre difficile essere facili, immediati, come per John Ford che con la freschezza e la limpidezza della “nuova voce” di Giga porta con sé un che di sfavillante e innovativo : Ci sono canzoni che nascono tutte d’un fiato, altre invece sono il frutto di un lavoro lunghissimo: “John Ford” rientra nel secondo caso. Il brano è nato dal collage di 4 temi diversi elaborati nell’arco di due anni.Frencio rivela: Utilizzo spesso il metodo del “taglia e incolla”: elaboro lunghi brani strumentali, poi cerco di raccogliere i passaggi migliori dell’uno e dell’altro. Questo sistema mi permette di elaborare canzoni con un alto concentrato di intuizioni melodiche, e al tempo stesso mi dà la possibilità di rendere la materia musicale molto aperta. Mi piace fare un crossover continuo tra registri stilistici.
E cosa aggiungere del testo frutto della mente di Giga che nella vita è anche poetessa?
“il frigorifero mi chiede/cosa prendere e mangiare/la televisione risponde/con un western di John Ford/ il telefono è scappato/con la lavatrice/la scrivania soffre di gravidanza isterica”. Ci dice : il testo racconta della solitudine di un uomo che immagina gli oggetti della propria casa interagire tra di loro. L’omaggio a John Ford rappresenta il mio grande amore per il Cinema.
E a tutto questo si aggiungono anche i commenti su un’esperienza importante: la partecipazione dei Vidra a San Remo Rock 2007. Un’avventura che si è trasformata in un successo. Sanremo Rock è stato il nostro battesimo musicale, il primo vero incontro con altri gruppi italiani. I due live al “People of Art”di Modena sono stati molto emozionanti. Prima di quel momento non avevamo mai fatto l’esperienza di un palcoscenico. Il salto è stato diretto: dalla stanzetta-laboratorio di Frencio a Sanremo Rock. Abbiamo rischiato ed è andata bene. Ci siamo classificati primi alle semifinali , a pari merito con i Jang Senato ( una delle realtà musicali più interessanti della penisola). In finale siamo arrivati settimi, ottenendo la pubblicazione di “Chiedi alla polvere” all’interno di una compilation distribuita su Itunes.
E sul cavallo di battaglia “Chiedi Alla Polvere viene da chiedersi, allora, se la nuova impalcatura musicale non sia nata per Sanremo Rock.
Sanremo Rock non c’entra. Prima di prepararci per Modena, stavamo già spingendo l’arrangiamento in quella direzione. La soluzione piano-voce era poco incisiva. Da mesi cercavamo di trasformare il brano in una ballata rock. Il tocco finale è stato dato da Francesco Galdieri( Moodrama) che ha curato la produzione della versione pubblicata nella compilation.
Intellettuali e solari: preparatevi ad un'elettronica italiana dai mille volti! la riflessività di Il Vanto, l'incalzante Conti Su Conti e l’oscura Origami portano in sè un eclettismo stravagante. Il loro disco lo trovate con facilità su Itunes, su Rockit, nonché a Salerno nel negozio di dischi “Disclan”. Ma in quanto a internet scoprirete che i Vidra sono onnipresenti, forse già tra i vostri contatti amici.
Si. Il popolo di Internet si sta accorgendo di noi. C’è tanta gente che ci segue e questo ci entusiasma. Il mondo della musica sta cambiando: oggi, grazie alla Rete, è più facile combattere le mode imposte dall’alto; i giovani ascoltano ciò che trovano online. Se un progetto piace, viene alla ribalta. A noi interessa molto curare i rapporti personali attraverso Myspace e Facebook. Offriamo spesso aggiornamenti sulle nostre attività, chiediamo pareri sui nostri lavori. Abbiamo bisogno di un feedback continuo…
Buon ascolto
TRACKLIST
I VIDRA SONO
Giga: voce
Frencio: voce,tastiere e sintetizzatori

Ricordate la colonna sonora ariosamente post rock del film Come Dio Comanda di Gabriele Salvatores? A firmarla sono i Mokadelic, band tra le più intriganti della scena musicale romana.
Per chi vuole approfondire la conoscenza della loro discografia segnalo questo Hopi come punto di inizio, quello che la band definisce come opera prima della loro discografia fin qui realizzata., nonché punto di partenza per il regista per la scelta della firma per la sua colonna sonora. Per scoprire Hopi,torniamo indietro nel 2006, anno di svolta della band, si chiamavano ancora Moka, ma dopo un ep e un album autoprodotto si aggiunge alla line up Luca Novelli: pianista, chitarrista e produttore.
E’ la chiave di volta nel sound del loro graffio post rock, spogliati delle somiglianze con gruppi cult come i Giardini Di Mirò e i Mogwai si immergono in una dimensione artistica tutta personale: un post rock del tutto strumentale, pumbleo e catatonico, esplosioni contenute di euforia e un senso di concept album enigmatico, a volte anche astratto, segmentato come per Panda Strip.
È il ritorno al sacro della musica, ha un impatto visual che con quella quarta dimensione non può che implicitamente sfociare in un esprit da soundtrack. Disco pieno di cervello ma non lezioso, è un susseguirsi di suites musicali preziose ed eterogenee dove all’iniziale e ormai classico suono delay chitarristico si aggiungono accorgimenti con microkorg e theremin per un’elettronica composta ma piacevolmente intinta di tonalità calde e fluide. E’ maestranza, è un pennello di suoni visivi calati in una visione immaginifica codificata quanto immediata.Tra crepuscolo stasi e tempesta ci ricordano vagamente i Mùm, tra la quiete ansiosa di False Start, la bellezza incontaminata di Bahati Grace e Hopi’s Butterfly non possono non rimanere impressi.
Speriamo in un luccicante futuro, lo meritano tutto.
MOKA:
Moka ep – 2001 (autoprodotto)MOKADELIC:
Come Dio Comanda OST, 2008 (IRD)www.myspace.com/mokadelic
www.mokadelic.com/
Norticanta - Norticanta ep

A volte una primavera musicale si distingue dal suo breve tirocinio prima della sua ineazione creativa tout cout. Citazioni poche e cult: i mai troppo sfruttati Afterhours, C.S.I e Marlene Kuntz, quello che definiamo felicemente l'intellighenzia italiana del rock. Ben venga chi li sa artisticamente seguire. I Norticanta lo fanno,mosca bianca, perla rara, nascono dal germe delle loro cover per estendersi in una salsa da cross over: amalgama musicalmente perfetta addolcita da una vocalità registrata non proprio perfettamente, ma fedele alla linea di un ologramma in controluce che segna il tratto originale di questo lavoro. Band che, fa piacere, è di Trento, li dove a nord est dell'Emilia Romagna, rintracciare un'underground di qualità è spesso una strada annebbiata da nebulose metal che offuscano la scena.
"A dire il vero i Norticanta sono nati con l’intento di comporre brani originali ma con la convinzione che prima fosse importante trovare la giusta amalgama. Ci siamo presi il tempo, qualche mese, per studiarci, per vedere se si poteva remare nella stessa direzione musicale. Una volta appurato ciò abbiamo iniziato a produrre i nostri pezzi".
Il terreno è fertile, il loro primo ep omonimo racchiude 4 tracce dal sapore cangiante: Facile Perdersi,Difficile Trovarsi è una scarica rock abrasiva a tratti grunge e psichedelica, segue il sapore magmatico di un lento meditativo come Di Notte Specialmente, mentre sul lato soft e introspettivo nasce una perla testuale come Ipse e una dolce ballads che non lascia sfuggire un che di radiofonico come Malagioia.
"La nostra musica nasce, come i testi, dalle emozioni del momento, così ogni canzone ha una vita sua e difficilmente è influenzata dalle precedenti. Le quattro canzoni del demo in particolare raccontano di altrettante situazioni differenti l’una dall’altra. Quindi se ad esempio abbiamo deciso di vestire una canzone d’amore (Malagioia) col tema della ballata rock, così abbiamo lasciato che la rabbia che viene sprigionata in Ipse covasse la sua energia ancora inconsapevole in una primordiale meditazione psichedelica. Allo stesso tempo l’atmosfera onirica che penso si possa respirare in Di Notte Specialmente viene preceduta nel demo dal ritmo angosciato dell’amore deluso e gridato di Facile perdersi, difficile trovarsi". Così dichiara il vocalist Alberto che in quanto a creatività svela il bel cervello che si cela nella genesi dei testi dei Norticanta "I nostri testi sono visioni, sono stati d’animo, sono emozioni che prendono sostanza una volta impresse sul foglio. Talvolta la stesura nasce da un’esigenza di esternare un qualcosa che anche una volta esplicitato fa fatica a esserci chiaro. Per alcuni testi solo il tempo riesce a farci capire perché certe cose sono state scritte in quel momento e in quel modo. Spesso ci rendiamo conto che le nostre canzoni non sono di facile interpretazione. Anche quando ci si ripropone di usare un linguaggio più semplice, magari perché ci è chiaro di cosa vogliamo parlare e in che modo vogliamo farlo, si innesca un meccanismo che porta ad un brano ancora più ermetico, forse per il velato timore che ciò che ci ha ispirati sia visibile a tutti".
Il connubio tra senso alto dei testi e sound non mente, di sicuro è un rock amalgamato da risultare subito gradevole e ben costruito, il mix è intrigante e orecchiabile.
Sullo sfondo c'è un saggio background, oltre alle punte citate nel loro rock primordiale di Afterhours, C.S.I e Marlene Kuntz sapientemente reinterpretato in nuovi versanti pieni di personale ricerca, i Norticanta dimostrano a piene mani una buona dose di preparazione musicale. E' dunque interessante scoprire il rapporto con il palco e l'atmosfera live e Alberto mi risponde che: "I pezzi nascono in quanto tali, per essere suonati, in studio e live. La sala prove è il luogo della sperimentazione e delle idee che si susseguono, questo ci permette di arrivare sul palco e di sfogare la nostra energia. Purtroppo in Trentino e a Trento la dimensione live è soffocata dalla mancanza di spazi e interesse nei confronti di gruppi che propongono pezzi originali e in particolare legati a generi poco inflazionati. In questo contesto le realtà musicali degne di nota sono rare e faticano ad emergere".
C'è pausa creativa ora per la band trentina, ma c'è la ricerca di un nuovo equilibrio musicale, l'ingresso di una chitarra ritmica alla chitarra eletrrica accompagnata da un drum e bass niente male: " In precedenza la presenza di una sola chitarra non consentiva particolari arrangiamenti ma faceva sì che questa fosse relegata quasi esclusivamente all’accompagnamento. Ora inserendo un nuovo elemento sarà possibile arricchire la struttura dei pezzi".
Per concludere il bilancio di questo primo step della loro carriera con pezzi inediti, l'invito all'ascolto dei Norticanta sembra già essere una nota di tutto rispetto, una prova d'autore,intelligente e matura. E non mancano le prove artistiche audiovisive come il video per Malagioia "I nostri video nascono dalle proposte di alcuni registi locali che, interessati ai nostri brani, si sono cimentati nella realizzazione di questi lavori "low cost". In Facile perdersi, difficile trovarsi il regista (Fabrizio C. Gravantes) ha voluto mettere in evidenza l’energia live della band e la sua attitudine rock ricca di rimandi psichedelici, servendosi di suggestivi effetti visivi. Nel video di Malagioia l’attenzione si sposta più sullo storyboard; in questo caso la trama nasce dalla personale interpretazione del pezzo da parte del regista (Marco Rosi)".
Buon Ascolto
Ne vale la pena

Napoli, siamo sulla scena elettro acustica, una giuggiola di neon alla menta illumina il nero. E’ l’atmosfera suggerita dalla dimensione immaginifica di Mathì, mente a metà tra il crossover da session in solitaria dei suoi progetti solisti e il post rock concettuale della band Il Gioco Di Duende.
Parliamo di questo progetto da solista. L'ep si chiama "Petali ridenti": Il lavoro introspettivo è la prima cosa, sono solo soletto, lo studio è proprio sulla terrazza di casa mia, compongo tutte le parti solo e le assemblo.
E’ una cosmologia amplificata che si deve trarre dai brani,una vena un po' rimmel, un po' non dark ma vagamente gotica associata ad una contorsione vocale che ama il senso della ballata, dei merletti, sfugge alle catalogazioni presto dette, ma a tratti evoca Aldo Tagliapietra o una sorta di Branduardi elettro acustico e ringiovanito, per chi fluttua nell’underground, aggiungerei anche una propensione alla similitudine vocale di Tony D’Alessio (voce dei Guernica, ex Scenario) nella sua natura più unplugged: citazione non aleatoria considerando che Mathì (22 anni) è stato anche suo allievo. Ma chi è il suo vero canone d’aspirazione? I miei maestri sia a livello di testo che di struttura sono i Marlene Kuntz. Romantico e gotico, un po' Pierrot, si, un Mathì un po’ Godano si coglie.
Guardiamo più da vicino le tracce, 4 in questo ep. Si comincia con il tappeto sognante di Cuore Di Fata, ballad d’amore che intriga per quel senso di preziosità linguistica di quell’ “orchestrare i miei capelli” che plana su una dimensione quasi sussurrata che si vesta di ricamo e sontuosità. Lasciatevi cullare.
E qui ho da aprire una parentesi tecnica. Come si passa da un germe post rock di pura astrazione, non filtrato, puramente strumentale a un mondo cantautorale? Mathì mi risponde: Come progetto,Mathì nasce prima del Gioco di Duende due ragazzi che mi accompagnano nel gioco sono carissimi amici (soprattutto Nevevenga)il bisogno di suonare solo ogni cosa tipo una piovra dalla chitarra che manda loop e preme synth atmosferici mi ha sempre coinvolto: avevo già composto alcuni brani quando io e Nevevenga ci mettemmo a creare atmosfere da soli "per gioco"si buttava un loop poi lui suonava basso e tastiere e io chitarre e suoni di ogni tipo,era la voglia di creare qualcosa di volutamente sperimentale. Utilizzo proprio una poetica e una struttura per questo:i due strumenti principali devono e sottolineo devono essere due chitarre che si intrecciano,la prima deve portare una ritmica, la seconda deve cantare e devono suonare in modo tale che le sole devono dare l'espressione di tutto il pezzo tutte le altre cose io le chiamo tappeti, abbellimenti.
In quanto a filosofia compositiva le canzoni devono assolutamente essere "belle", se non lo sono, il pezzo non va prediligo la chitarra come sonorità le altre cose sono aggiunte, devono essere belle esteticamente, come suono e devono accompagnare le voce; tant'è che quelle volte che abbiamo suonato dal vivo i brani di Mathì siamo andati sempre in veste acustica cercando di far sentire gli intrecci. Se nei Duende la chitarra la vocalità è tutta affidata alla chitarra seconda, la voce nel progetto Mathì è un rafforzamento di quest'ultima.
E dopo questo excursus, dall’anima limpida di Cuore Di Fata passiamo al clou dell’ep: il lato più graffiante sotto il segno del solesti zio crepuscolare si inaugura con Sospiri Di Vento, brano che viaggia, denso di elettronica calda,energizzante. Sullo stesso modo di costruire nasce anche La Messa Stolta brano dal sapore di recitazione, pathos: La Messa Stolta è contro certi culti assurdi ove si cerca il perdono del Creatori addirittura lacerandosi le carni,nulla di accurato né di biblico,quindi ai miei occhi falso.
Artistico più che mai in Mathì è l’effetto visual, Cascata è un brano che lo porta bene in evidenza con tutta una serie di intrecci di accordi musicali che ben fanno fede al pensiero di Mathì. Mathì, vi chiederete come mai questo appellativo: è il nome di un personaggio di un concept album mai nato. Ma cos’è quel solco sacro della scrittura di un brano in questo progetto? Fare musica e sperimentare solo con la musica da una certa libertà di espressione e quindi hai la capacità di non essere irretito in determinate forme, nel caso di Mathì c'è prima il messaggio prima il testo dunque e poi il resto è tutto un irretire, utilizzo questo termine perchè la forma che prediligo è la canzone.
Per concludere, si, quello di Mathì è un discorso musicale interessante, un firmamento simbolico fatto di strascichi concetti pieni di fascinazione e trasporto, intimista e puro per una sperimentazione musicale da provare. C’è un futuro degno di essere preso in considerazione anche se al momento Mathì preferisce il fair play: Ora mi sono fermato parecchio perché sto cercando di fare qualcosa di nuovo e devo ascoltarmi meglio perchè sto attraversando un periodo direi di crisi mistica e ricerca dell'Assoluto.L'ho sempre avuto questo richiamo alla fede: l'odio del mondo, il concetto di santità e purezza mi affascinano e sto mirando anche artisticamente a mandare questi messaggi potrei essere paragonato ad una specie di solitario della musica perché mi sto rifiutando di suonare dal vivo.
TRACKLIST
Cuore Di Fata
Sospiri Di Vento
La Messa Stolta
Cascata
LINK
Mathì: www.myspace.com/mathiduende....
Il Gioco Di Duende: http://www.myspace.com/ilgiocodelduende
