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Mind's State (2004)è un album sperimentale, potremmo definirlo un avanguardismo di sonorità contemporanee.
Album atipico dunque: non si tratta di brani del classiche cliché di musicale leggera pop - rock, ma di un vero e proprio astrattismo musicale.
Un senso sonoro ineffabile come ineffabile è anche il tema di questo progetto: gli stati mentali e risvolti della psiche.
►L'ALBUM IN GENERALE
Dall'introduzione si può certamente capire che si tratta di un disco differente: è propriamente, un album strumentale fatto di impulsi e sensi sonori frammentati. Ma la novità viene anche dal suo compositore, Nicola Barghi: un giovane cantautore emergente e autoprodotto sbocciato nella musica soprattutto per il suo impatto pop rock dimostrato nel suo disco di esordio I Must Be Wrong (2002): 12 brani inediti spesso influenzati da una chiave folk alternata al blues in cui non si lasciava nascondere una chiave beatlesiana in stile Rubber Soul: un sintomo giustificato data la grande venerazione di Nicola Barghi per la musica di Sir Paul McCartney.
Non si trattava di un album banale, e non lo è nemmeno questo Mind's State che rende la musica come un esperimento da toccare, tastando nuove frontiere musicali. Un album "laboratorio" che trasforma Nicola Barghi da cantautore a supervisore di effetti speciali, ingegnere del suono e editing digitale, avvalendosi anche della collaborazione con Steven Carling.
►L'ALBUM VISTO DA VICINO
Il gioco di affinità con il cosmo sonoro di Mind's State sta nel saper coltivare il suo approccio: non si tratta di certo di un album semplice da primo ascolto visto il suo sapore 'metafisico': è un mondo sonoro che pretende centralità, meglio se ascoltato ad occhi chiusi.
Tutto è come un cut-up melodico, forse, lontanamente paragonabile ad una sorta di suite prog anni 70' che combacia con un abbozzo di armonie quasi da musica classica ( lì dove si basano le radici primordiali di Nicola ai tempi dei primi contatti con il mondo della musica).
Un album difficile da definire in parole e accostamenti, così come però è difficile dare una sfumatura musicale a diapositive mentali di paranoia o schizofrenie e Nicola Barghi in maniera del tutto originale riesce nel suo obiettivo.
Un cd visivo dunque, si lascia immaginare in figure astratte con un approccio sonoro incidente ma sottile e puntiglioso, spesso accompagnato da una tensione nevralgica che si muove sibili e piccoli sbalzi sonori impreziositi da tastiere rarefatte, in un equilibrio che si scompone solo nel massiccio exploit elettronico di Schizophrenia e che si abbandona ad una trama più dolcificata delle fasi finali del disco, nota che emerge soprattutto in Rage e Psicometry.
►IN CONCLUSIONE
È un album raro nel suo genere, potrà appassionare i pionieri dello sperimentale e di chi è in cerca di nuove frontiere, nullaosta anche per chi è abituato ad ascoltare tracce strumentali cercando di scavare nel vero messaggio del suono. Ed è proprio questo che emerge: Mind's State impone la sua essenza per ciò che rappresenta davvero, non si lascia plasmare, ma si fa sentire per ciò che è.
Elfland Studios 2004
►TRACKLIST:
1.Block Head
2.Paranoia
3.Hallucination
4.Fixation
5.Schizophrenia
6.Empty Mind
7.Rational Mind
8.Obsession
9.Rage
10.Psycometry
11.Franzy
12.Kisses
►DISCOGRAFIA
Luci E Silenzi (2001)
I Must Be Wrong (2002)
Mind's State (2004)
Time Of Vàr (2005)
►PER ACQUISTARE L'ALBUM:
www.nicolabarghi.com
