
Immaginate un giorno di pioggia, il silenzio, gli occhi chiusi e la terra che si bagna al profumo delle foglie… se I Must Be Wrong potesse avere un fotogramma, forse il più indicato sarebbe questo. Si tratta di un album d'esordio e per lo più autoprodotto, ma I Must Be Wrong (2002) rivela già l'orientamento di Nicola Barghi verso un sound personalizzato che ha tanto da spartire con un rock- pop d'altra qualità che lascia trasparire influenze blues - folk tipicamente nordiche, forse non anglosassoni in tutto e per tutto anche se ben sposate con un ambiente sonoro prezioso, diretto e spontaneo in versione unplugged.
I Must Be Wrong è un album che la dice tutta: preciso nelle sfumature sonore e per niente banale considerando che tutto è un'autoproduzione che riesce a conciliare senso radiofonico senza rinunciare a quella nota da cantautore: non si tratta di un easy listening troppo scontato ma piuttosto di un album d'ascolto capace di dimostrare tutta la sua autorevolezza rimanendo alla portata di tutti i tipi di ascoltatori. .
I Must Be Wrong si ascolta, si riascolta, si memorizza: è dunque un prodotto adatto a guadagnarsi un posto tra i dischi di fama.
Che si tratti di un buon disco, lo conferma anche Sir Paul McCartney, un artista tanto caro a Nicola Barghi data la sua devozione ai Fab Four ha imparato ad amare la musica leggera al di là dei suoi studi di pianoforte al conservatorio.
Occhi alle etichette :Nicola Barghi ha il pregio di non creare un copia e incolla tra i Beatles e il suo stile, semmai, ne ruba le caratteristiche più nascoste, si potrebbe dunque dire che quel folk-rock di Nicola attinge da alcune sfumature dell'album Rubber Soul dei Beatles reinterpretandone totalmente l'assetto: quello che ne emerge è un disco a cui non manca nulla, un disco che non si lascia paragonare facilmente e che non si lascia scalfire: né troppo commerciale né artefatto.
E questo era solo l'inizio considerato ad esempio il terzo album Time Of Vår (2005) che, dopo un album di sperimentazione e psichedelica come Mind's State (2004), ne sviluppa i contenuti in un approccio sonoro più maturo ma che comunque non tradisce quel bilanciamento perfetto tra blues e intimismo.
Ma cosa c'è allora in I Must Be Wrong?
Difficile riprodurre in parole la sua bellezza, ma di sicuro c'è da dire che la sua forma senza sbavature prende forma grazie al progetto multimediale "Luci e Silenzi" (2001) per il quale Nicola ha composto le musiche in simbiosi delle immagini di suo padre Andrea Barghi, un fotografo noto per i suoi scatti paesaggistici.
► I MUST BE WRONG ALL'ASCOLTO
Scritto e arrangiato da un giovanissimo Nicola Barghi tra i 19 e i 22 anni, questo esordio ufficiale si apre con l'esecuzione del brano che porta il titolo dell'album, un disco interamente concepito in lingua inglese, un neo per dar vita ad uno stile più ad ampie vedute che davvero non delude.
Il pezzo I Must Be Wrong mescola scariche elettriche in chiave blues compatte e morbide a cui si assecondano articolati fraseggi acustici su cui appare una sfumatura a tratti quasi sacralizzata.
È poi il turno di The Gods Song, un esperimento acustico tutto particolare a cui collabora anche Andrea Barghi.
Ma la valenza dell'album vera e propria comincia a farsi sentire davvero con Weeping On A Willow: la classica canzone che entra subito in mente, un timbro anglosassone, quasi celtico e interamente acustico su cui si affaccia un sodalizio tra la voce di Nicola Barghi e quella da soprano di Gaia Mattini.
Si prosegue poi con You Came Into My Life, un brano incisivo che dimostra il vero Nicola Barghi con un corposo spirito blues sempre contrassegnato da un leggero sapore folk di carattere.
Ma I Must To Be Wrong è anche introspezione, suggestività e intimismo, a confermarlo è la ballata dal sapore cristallino Sue Torp che si lascia sopraffare dalla miscela coinvolgente di My Soul, un brano strumentale grintoso e ritmato tutto da scoprire che esprime al meglio gli equilibri contrastanti del sapore di un album come questo e My Soul non è un esperimento isolato grazie alla degna continuazione della lunga sessione strumentale e contemplativa di Blue Seagull ma la grinta rock torna a farsi sentire con Dream Is Over e You're My Lover.
Ma per le battute conclusive, Nicola Barghi sceglie di tornare ad un cerchio intimista e raccolto, quasi un esperimento tra il sogno e la realtà: il tutto è inaugurato da To The Reach Of Time per poi continuare con un adagio tra pianoforte e chitarre intitolato Lady Moon che si spegne in Lullaby, la ninna nanna che chiude l'intero album.
► IN CONCLUSIONE
I Must Be Wrong è un album davvero di valore che dimostra la capacità degli alti livelli che può raggiungere anche la musica autoprodotta, che forse, non è destinata a rimanere troppo etichettata da un pubblico di nicchie underground.
Il primo album di Nicola Barghi scivola via con eleganza e complessità melodica degna di attenzione che sfrutta canoni orecchiabili e non ancora troppo sfruttati: ecco la giusta ricetta per essere originali, per creare il sound del domani…
► TRACKLIST
01. I Must Be Wrong
02. The Gods Song
03. Weeping On A Willow
04. You Came Into My Life
05. Sue Torp
06. My Soul
07. Dream Is Over
08. Blue Seagull
09. You're My Lover
10. To The Reach Of Time
11. Lady Moon
12 Lullaby
► DISCOGRAFIA
Luci E Silenzi (2001)
I MUst Be Wrong (2002)
Mind's State (2003)
Time Of Vår (2005)
► A PROPOSITO DI NICOLA BARGHI
Nasce il 14 Febbraio ad Arezzo nel 1980. Cresce a pane e Beatles tra musica classica studiando pianoforte e studi di registrazione.
Aiutato e incitato dai genitori dal 1997 al 2002 sforna 50 brani che scrive, suona, canta, arrangia, registra e produce nel suo studio professionale in Toscana, battezzato Elfland.
Dopo i suoi album I Must Be Wrong (2002), Mind's State ( 2004) e Time Of Vår (2005)scritto brani per quartetto d'archi eseguiti dai Solisti del conservatorio di Fiesole e brani per il Tg "Leonardo" della Rai Sat.
Ha formato la "NoOne Band" con la quale promuovere le proprie canzoni in inglese, ha suonato in vari luoghi importanti della Toscana e partecipato a contest regionali. Nel novembre 2004 la sua canzone "Time Of Vår" è stata trasmessa al programma "Demo" di RadioUno. Ha partecipato come ospite ad alcune trasmissioni in tv locali tra le quali VideoFrequenze di Firenze, IcebergNews di Roma e su Sky. Collabora con vari musicisti fiorentini come il chitarrista Massimo Fantoni e il violinista Elia Martellini. Alcuni suoi brani vantano la collaborazione di musicisti del calibro del Flautista Roberto Fabbriciani, della Soprano Gaia Matteini e del compositore Alessandro Grego. Nel
Attualmente sta lavorando in studio a nuovi progetti rock/pop, alla scrittura di sigle televisive e videoclip e allo stesso tempo sta suonando in giro con i suoi spettacoli acustici ed elettrici e collaborando con alcuni artisti, coinvolgendo le immagini del padre Andrea, fotografo di emozioni
► LINKS
www.nicolabarghi.com (il sito ufficiale con news, informazioni, foto e download)
visitate anche:
www.andreabarghi.com (la musica da osservare)
